COME PROTEGGERSI DAI RAGGI UV (ULTRAVIOLETTI) 

Il principale filtro dell'occhio umano è il Cristallino che da solo blocca circa l'80% dei raggi UV nocivi e perciò nel tempo si ossida ingiallendo prima e diventando poi di un'opacità lattiginosa (cataratta). La sensibilità dell'occhio umano ai raggi UV aumenta in conseguenza dell'esposizione, all'età ed alla presenza di condizioni refrattive, professionali o cliniche specifiche.Le altre barriere natuali sono la cornea esternamente ed il vitreo internamente. Ma queste difese non bastano, ci vuole una protezione anteposta selettiva mirata.
L'irradiazione ultravioletta è di tipo ionizzante proveniente dal sole e fa anche parte dello spettro del visibile, ma comporta sequenze pericolose perchè dense di energia. L'atmosfera terreste grazie all'ozono (O2) appone già una prima schermitura alle sequenze troppo pericolose. Infatti, se noi vediamo il cielo blu è perchè l'onda luminosa più deviata (rifratta), diffusa e riflessa è la sequenza che corrisponde a questo colore. Vengono perciò distinti in raggi UV A, B e C con soglie espresse in nanometri dai 400 nm circa in giù. La soglia degli UVA visibili percepiti dall'occhio umano è intorno ai 360/380 nm. Al di sotto, contengono molta energia e possono irritare e persino ustionare. E' di fondamentale importanza sapere come filtrarli. La scelta si esprime su due piani.
 Quello soggettivo, anzi tutto, esponendo al proprio ottico specialista le esigenze personali sportive, cliniche, professionali ecc. Infatti  l'altitudine, la latitudine, il periodo stagionale ed il perigeo terrestre portano variazioni alla concentrazione dei raggi UV ed alla luce visibile risultante. La pratica sportiva è un ambito estremamente esplicito al riguardo (sci, alpinismo, tennis, ciclismo, corsa, pesca, golf, tennis, tiro a segno...). Non solo, alcune professioni sono particolamente bersagliate come pescatori, bagnini, operatori marittimi o montanari vari, dentisti, tipografi, autisti, estetisti, saldatori. Ma in contesti diversi, ma non meno importanti, tutti gli operatori di strumenti digitali (Iphone, Ipad, computer ecc) i cui led emanano una sequenza sul blu che produce le medesime ossidazioni dell'esposizione solare prolungata senza protezione. Condizioni cliniche particolari come diabete, ipertensione, albinismo, ipertiroidismo, degenerazione maculare ecc richiedono adirittura l'abbatimento di una parte della sequenza blu visibile, ben oltre i 400 nm, fino ai 500nm in certi casi. Ciò comporta l'inevitabile alterazione della visione a colori. Anche elevate ametropie richiedono un filtraggio specifico. Ovviamente queste esigenze variano in funzione anche dell'età, cosicchè i soggetti più esposti sono i giovanissimi al di sotto dei 15 anni e gli anziani. Ma il comportamento di vita, lo stress e carenze alimentari possono acuire la nostra capacità di autodifesa.
 In ambito oggettivo, la filtrazione più adeguata dipende dalla qualità dei materiali. Uno dei migliori è il policarbonato. Ma anche il vetro minerale . Non è quindi la percentuale di filtrazione della luce (se la lente è più o meno scura) che assicura un'adeguata protezione. Infatti, la proprietà intrinseca delle molecole impiegate nei materiali ottici consentono già di bloccarne l'indicenza. Poi intervengono altre filtrazioni come la colorazione, l'antiriflesso o la specchiatura. Solo un professionista ottico esperto sà trovare la soluzione migliore. Esistono anche filtrazioni solari specifiche come le lenti polarizzate. Si tratta di eliminare la visione abbagliante di raggi luminosi riflessi in modo irregolare e sovrapposti da supercifi molto speculari come parabrezza, il mare o la neve. Il filtro polarizzato impedisce questa sovrapposizione e migliora la precezione visiva creando limpidezza e consentendo di vedere persino dettagli altrimenti occultati.
Ma oggi esistono lenti molto versatili come le lenti fotocromatiche disponibili in ampie gamme di colori e capacità di filtrazione rapportate alle esigenze soggettive ed adattabili a tutti i contesti.

Non sarà semplicemente verificare la stampigliatura CE a garantire la capacità filtrante di un occhiale vista o sole sia, bensì la conoscenza specifica del presidio rapportato alla nostra necessità.
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