
LE LENTI A CONTATTO: Parte 2. Come gestire un porto ottimale?
Due aspetti già accennati vanno considerati nel particolare.
La lacrimazione consiste nel mantenimento inalterato del cuscinetto lacrimale (film) sul quale la lentina si adagia e nel quale viene immersa. Infatti, il fluido naturale che chiamiamo "lacrima" è un secreto di tre tipi di ghiandole poste alla radice della rimma palbebrale superiore. La loro funzione si può alterare in conseguenza di fattori ambientali o patologici. In ogni caso, se s'infiammano la produzione lacrimale diventa irregolare e quindi l'uso delle lentine in parte compromesso e la qualità della visione altrettanto (dislacrimia visiva). Tra le complicazioni ambientali sono da segnalare soprattutto l'inquinamento ambientale, il fumo, la polvere, un tasso di umidità elevato, l'escursione termica (molto freddo, molto caldo) e l'esposizione solare, cioè l'impatto degli UV. La presenza del filtro UV delle lentine non basta a proteggersi dai loro effetti sull'irritabilità degli occhi, in particolare, per quanto attiene alla disadratazione lacrimale. Al riguardo, poi, dei fattori patologici spesso sono la conseguenza di stati d'infiammazioni transitorie che vengono trascurati ed evolvono poi in stati infettivi come cheratiti o congiuntiviti; oppure, sono predisposizioni soggettive come l'allergia che espongono a più facili irritabilità ed a scompensi lacrimali. Altri fattori sono riconducibili alla soggettività con problematiche sistemiche (diabete, colesterolemia, condizioni refrattive particolari ecc) o assunzione di farmaci specifici per varie necessità, compreso anticoncezionali orali che possono indurre alterazioni nella produzione lacrimale. Ma un fattore essenziale è sempre l'abuso di chi indossa le lentine in modo intensivo senza tener conto delle alterazioni lacrimali conseguenziali. In sintesi, la lacrimazione mantiene la cornea nella sua integrità intervenendo nell'apporto nutritivo, consentendo lo scambio gassoso per il metabolismo corneale esterno e permettendo l'evacuazione dei residui nei dotti lacrimali.
L'altro aspetto determinante è l'igiene. Da quanto già esposto sulla lacrimazione, ne consegue che la pulizia attenta è funzionale alla prevenzione dell'insorgenza di possibili complicazioni. Non basta convincersi che la facile sostituibilità delle lentine oggi più diffuse garantisca un'assoluta tranquilità circa queste complicanze e quindi consenta di "dimentarcarsene". Solo un uso responsabile ed attento che tenga conto delle senzasioni soggettive della fisiologia oculare rappresenta la miglior garanzia. Il compito di pulizia delle lentine risulta molto agevolato rispetto al passato e preconizza un prodotto unico per i vari passaggi essenziali: risciacquo, detersione, conservazione. Alcune tipologie di materiali conservano l'impostazione primaria di conservante, sapone e lavaggio in confezioni distinte perchè le soluzioni uniche non sono adatte e, nello specifico, ci si riferisce alle lenti gas-permeabili e rigide. Ma anche alcune linee di polimeri impiegati nelle lentine morbide devono essere igienizzati con sterilizzazzione a freddo ed enzimi per la rimozione proteica, a prescindere dalla sostituzione frequente o meno, giacchè le proteine lacrimali del portatore stratificano e velocizzano l'invecchiamento del materiale della lentina. Bisogna considerare che le soluzioni oggi rispondono a normative restrittive sulla presenza dei conservanti, per limitare il rischio di irritabilità oculare. Ciò significa che dette soluzioni sono più soggette alle variazioni di temperature, specialmente il caldo, perciò vanno custodite in luogo fresco, mai in frigo! Inoltre, l'utilizzo del prodotto aperto è solitamente di 90 giorni, oltre il quale la composizione tende ad alterarsi. Ciò vale anche per i prodotti confezionati, come le lentine sigillate, che magari si lasciano in ambienti surriscaldati od esposti a fonti di calore diretto. Le lentine vanno custodite in appositi contenitori, solitamente in dotazione nelle confezioni delle soluzioni, i quali si devono sostituire periodicamente. NON SI USA ACQUA PER LA MANUTENZIONE DELLE LENTINE.
Gestire un porto ottimale significa quindi chiedere all'esperto contattologo le precauzioni da osservare ed i limiti di utilizzo in termini di ore. Infatti, capendo la tenuta della lacrimazione del portatore si determina la capacità di ore di utilizzo. L'esperienza in questo campo è determinante. Ed inoltre, si sconsiglia vivamente di prediliggere solo l'utilizzo della lentine, elminando l'uso degli occhiali.
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